Quando, nel gennaio 1848, Charlotte Brontë si trovò a scrivere a George Henry Lewes, filosofo e critico letterario, oltre che compagno della scrittrice George Eliot, lo fece per parlare di scrittura.
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Quando gli autori scrivono meglio, o almeno quando scrivono con maggiore scioltezza, sembra risvegliarsi in loro un’influenza che diventa il loro padrone, che farà a modo suo – mettendo fuori gioco tutti i desideri tranne il proprio, dettando certe parole e insistendo sul loro uso, sia che siano veementi o misurate nella loro natura, plasmando nuovi personaggi, dando svolte impensate agli episodi, rifiutando vecchie idee accuratamente elaborate e creandone e adottandone improvvisamente di nuove.
Charlotte Brontë