Questa lettera è, in pratica, una richiesta di autografo che una volta John Steinbeck inviò a Marilyn Monroe.
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In tutta la mia esperienza non ho mai conosciuto nessuno che chiedesse un autografo per se stesso. È sempre per un bambino o una vecchia zia, il che diventa molto fastidioso, come sapete meglio di me. È quindi con una certa nausea che vi dico che ho un nipote di suocero che vive ad Austin, Texas, il cui nome è Jon Atkinson. Ha il piede nella porta della pubertà, ma questo è solo uno dei suoi problemi. Lei è l’altro.
Io so che non sei fatta di etere celeste, ma lui no. Il suggerimento che tu abbia funzioni normali lo scioccherebbe profondamente e non sarò io a dirglielo.
Durante un recente viaggio in Texas, mia moglie ha commesso l’errore fatale di dire a Jon che ti avevo incontrato. Lui non ci crede davvero, ma il suo rispetto per me è aumentato anche per aver mentito su questo.
Ora, mi vengono chiesti tutti i pi sciocchi tipi di favori, quindi non ho alcuna esitazione a chiederne uno a voi. Gli mandereste, a mia cura, una vostra foto, magari in stato d’animo pensieroso e fanciullesco, inscritta a lui per nome e indicando che siete al corrente della sua esistenza. Lui è già il vostro schiavo. Questo lo renderebbe mio.
Se lo farà, le manderò una chiave per ospiti per l’ingresso delle signore di Fort Knox. .
28 aprile 1955